A Natale arriviamo tutti più in alto

Guida per un Natale ad alta quota: come scegliere la piattaforma aerea adatta per allestire le luminarie in città.

Con l’avvicinarsi delle festività, le città si fanno belle con luci, abeti e addobbi allestiti utilizzando piattaforme aeree. Il buio delle serate autunnali pian piano lascia spazio al calore dell’atmosfera natalizia. I centri cittadini per l’occasione si fanno belli sfoggiando look preziosi e luccicanti. Bisogna però ricordare che le luci natalizie non sono solo “un vezzo estetico” ma possono essere per le città una vera e propria attrattiva turistica capace di avvicinare migliaia di persone, per questo molti comuni, da ormai qualche anno, investono molto per realizzare luminarie mai viste prima e stupire i visitatori.

Ed è qui che arriviamo noi. L’allestimento delle luminarie natalizie nei centri cittadini, infatti, è un lavoro gratificante ma, a volte, complicato che necessita dell’esperienza di professionisti del settore, scopriamo perché:

  • le luminarie sono spesso allestite ad altezze vertiginose: per raggiungere la cima di edifici, campanili e alberi bisogna spesso salire di decine di metri. Per questo è consigliabile utilizzare una piattaforma autocarrata che si sposta facilmente e può arrivare nei centri delle città senza problemi.
  • le strade potrebbero essere strette: per questo tipo di necessità potrebbe essere più semplice noleggiare una piattaforma aerea ragno o articolate semoventi in grado di adattarsi a spazi ridotti e di arrivare comunque molto in alto.
  • le luminarie potrebbero essere installate in un luogo chiuso come, ad esempio, un centro commerciale: perché non utilizzare un verticale per questa esigenza?

Altri elementi da non sottovalutare:

Nel caso dell’installazione di luminarie natalizie, inoltre, è necessario ricordarsi che la sicurezza è come sempre al primo posto. Potrebbe infatti capitare di incontrare molti ostacoli durante il lavoro. Balconate, elementi di arredo urbano, marciapiedi, strade sconnesse o, per esempio in salita/discesa sono facili da trovare quando si lavora in aree urbane. Per questo, per posizionarle, molti comuni scelgono il noleggio di piattaforme con operatore così da poter contare su personale formato in grado di effettuare un lavoro in totale sicurezza.

La creatività non può essere d’intralcio: quando si lavora con una piattaforma aerea per allestire le luminarie servono massima precisione e velocità. Non si può sbagliare o il risultato potrebbe apparire antiestetico o inadatto al contesto e bisogna fare presto sia nel montaggio che nello smontaggio. Questi allestimenti, infatti, durano relativamente poco e non possono essere messi troppo in anticipo o disallestiti troppo tardi. Le piattaforme autocarrate articolate, inoltre, permettono all’operatore di poter lavorare in quota su entrambe i lati di una carreggiata senza dover per forza spostare il veicolo creando difficoltà agli altri automobilisti, ai pedoni e alle attività commerciali presenti nei dintorni.

Per lavorare nei centri cittadini è importante tenere conto dell’olio utilizzato all’interno dei veicoli e delle piattaforme. E’ consigliabile scegliere un olio biodegradabile che, oltre ad avere un lungo “lifetime”, abbia un ridotto impatto sull’ambiente e sul suolo durante l’uso.

Altre cose che potrebbero rendere più agevole questo tipo di lavorazione sono: una cesta con elevata capienza che permetta all’operatore di salire portando con se anche materiali pesanti o ingombranti e la scelta di mezzi con faretti installati sulla cesta per lavorare anche al buio.

E per chi a Natale vuole essere più buono?

C’è chi sceglie, per l’installazione delle luci nella propria città, di utilizzare mezzi “green” come, ad esempio, piattaforme elettriche.

Queste, oltre a non fare rumore, che potrebbe arrecare disturbo agli abitanti, permettono di ridurre le emissioni di CO2 e, di conseguenza, l’inquinamento. Un esempio di mezzo di questo tipo è la CTE MP 20 EV, autocarrata 100% elettrica, silenziosa, compatta, adatta a lavori rapidi come questi.

Questa piattaforma con doppio braccio (di cui 1 telescopico) e jib può raggiungere anche i 20 metri ed è semplice da spostare e stabilizzare.

Gli specchietti panoramici sono adatti a vedere cosa succede intorno al mezzo anche nel traffico cittadino, il veicolo ha un’autonomia di 100 km (in città sono veramente tanti) e la piattaforma è manovrabile con radiocomando da terra.

La CTE MP 20 EV ha, inoltre, un grande vantaggio: essendo elettrica può avere accesso ad aree con viabilità limitata.

Come abbiamo visto, c’è sempre una piattaforma aerea adatta a tutte le necessità anche quando si tratta di abbellire le città per il Natale.

E voi, quale sceglierete per rendere queste feste ancora più brillanti?

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A Napoli rinasce la sirena Partenope

murales leticia mandragora

Inaugurata il 2 dicembre l’ultima opera dell’artista Leticia Mandragora, realizzata utilizzando un ponteggio monocolonna T25.

Solitamente si dice “Roma Caput Mundi” ma, quest’anno, sembra essere Napoli la città al centro del mondo. Il capoluogo campano, infatti, è diventato nel 2023 un vero e proprio punto di riferimento per la nascita di attività sportive, culturali e, soprattutto artistiche.

Ed è proprio in questo “rinascimento partenopeo” che si pone la realizzazione del mastodontico murale che ha appena visto la luce in Piazza Muzii nel quartiere dell’Arenella.

Il disegno firmato dalla street artist italo-spagnola e visibile anche nella fotogallery qui sotto, fa parte di un’iniziativa promossa da Voiello: “Miez ‘a via”, è alto ben ventiquattro metri e rappresenta la sirena Partenope, mitologica fondatrice di Napoli, che regge delle spighe di grano simbolo di fertilità. La figura è caratterizzata dall’utilizzo del blu cobalto, elemento stilistico ricorrente nei lavori di Leticia, e da una simbologia araldica ricorrente nelle squame della coda e creata per l’occasione dai Vienmnsuonno 1926.

La parola al nostro team tecnico:

Passeggiando sotto la facciata che ha accolto l’opera non si può fare a meno di restare per qualche minuto con il naso all’insù per ammirarla. Così abbiamo fatto anche noi, fieri di aver preso parte alla sua realizzazione, insieme a Leticia.
La street art, insomma, diventa un mezzo per valorizzare il territorio e dare lustro ad alcune aree urbane. Bisogna però ricordarsi che questo è un settore che presenta necessità molto diverse rispetto a quelle dell’edilizia. Proprio per questo, per realizzare quest’opera e portare l’artista in quota, si è resa necessaria la creazione di una soluzione tecnica su misura, scopriamola più da vicino grazie alle parole di Gianni Cioffi, referente per il settore edilizia di Elevateur.

“Solitamente gli street artist chiedono di poter lavorare su piattaforme aeree autocarrate o ragno che permettono loro di allontanarsi dalla parete per osservare alcuni dettagli da lontano. Per quest’opera però questa era la soluzione giusta. Nello specifico, per l’allestimento di questo cantiere sito in pieno centro cittadino si presentavano però diverse difficoltà:

  • Bisognava montare il ponteggio senza interrompere la viabilità delle strade sottostanti
  • Non si potevano coprire le vetrine dei negozi alla base del palazzo
  • Davanti all’edificio c’erano alcuni alberi che non dovevano essere danneggiati

Così il nostro team tecnico ha progettato per Leticia un accesso rialzato al ponteggio e montato la colonna lavorando in quota col supporto di una gru Effer 955. In questo modo, la realizzazione dell’opera è risultata sostenibile per l’intero quartiere.”

L’artista aveva spazio di manovra e, soprattutto, poteva salire e scendere velocemente. Montare il ponteggio al di sopra del livello della strada è stata una soluzione tecnica creativa al servizio della creatività.

Il ponteggio monocolonna e le sue caratteristiche:

Leticia ha lavorato su un ponteggio monocolonna T25 che è in grado di raggiungere altezze vertiginose, può infatti superare i 100 metri. Grazie a un motore da 380 Volt e 5 KW può salire e scendere rapidamente dando all’artista la possibilità di effettuare ritocchi ad altezze variabili, tant’è che questa soluzione viene spesso scelta da chi si occupa di restauri e ristrutturazioni. La passerella, larga un metro, lunga 7,5 e con una portata di oltre 700 Kg permette di sollevare, oltre alla persona che deve lavorare, anche tutto il materiale necessario alla realizzazione dell’opera come pennelli, vernici ecc. Il ponteggio si ancora ogni 6 metri e questa sua modularità lo rende adatto anche a lavorazioni veloci.

Vediamo, nello specifico, come si è svolta la cerimonia inaugurale:


mentre le persone si radunano intorno all’artista noi ne approfittiamo per fare quattro chiacchiere con Daniele Passero, in rappresentanza dell’associazione Bereshit che ha curato la produzione dell’opera.

“Questo era un progetto ambizioso che solo un’azienda come Voiello poteva rendere possibile, il sostegno necessario era molto anche sotto l’aspetto comunicativo. Realizzato qui, il murale acquista ancora più valore vista la notevole visibilità.”

Daniele poi fa un’osservazione sull’aspetto tecnico della realizzazione di questo lavoro e parla dell’esperienza con Elevateur:


“Grazie per la vostra disponibilità e per l’impegno che avete dimostrato nell’affiancarci e nel trovare una soluzione tecnica adatta ai nostri scopi. Nonostante le difficoltà lavorare con voi ci ha permesso di operare in sicurezza e rispettare le tempistiche riuscendo anche a operare lo smontaggio del ponteggio in tempi record. Grazie a un ponteggio così smart abbiamo potuto lavorare agevolmente anche in una situazione delicata come questa, in un quartiere che non poteva essere bloccato da piattaforme ingombranti. La consulenza e i consigli dei vostri funzionari sono stati fondamentali.”

Inizia l'evento:

sentiamo un brusio vicino a noi, stanno per iniziare le interviste alle autorità presenti.


La serie di interventi si apre con le parole di Francesco Del Porto, Presidente Italia & Global Chief Customer Officer di Barilla Group: “Voiello lavora da anni con le eccellenze del territorio, abbiamo esportato l’estro e la creatività napoletane a Milano e ora abbiamo acceso i riflettori sulla nostra città con questo progetto. Siamo legatissimi a questo territorio, punto di riferimento per il nostro lavoro, ringrazio l’amministrazione e il team Voiello per la disponibilità e l’impegno.”


La parola, poi, passa all’artista:
“Sono felice di essere stata parte integrante di questo progetto, dietro le quinte sono state tante le persone coinvolte, unire le nostre diversità e competenze è stato molto positivo. Grazie a questo lavoro ho approfondito la conoscenza della leggenda della sirena Partenope e del suo legame con la nascita di Neapolis. Anche per questo motivo, questo era il luogo giusto per farla rinascere in un’opera. L’uso del blu cobalto è una mia abitudine e, per caso, i colori che uso sono gli stessi dello sponsor, la sinergia nata tra il mio stile e l’idea di Voiello è stata quindi molto naturale.”

Leticia continua con il racconto dell’importanza della figura femminile nella città di Napoli:

“Rappresentare una figura femminile come questa simboleggia un lato sensibile, materno ma, allo stesso tempo, una grande forza, le prospettive di una città e la voglia di una nuova prosperità, di un miglioramento per chi la abita.”

Le interviste continuano:

Insomma, questo disegno unisce etica ed estetica. Nell’opera corale, infatti, sono da notare i dettagli creati dai fashion designer Vienmnsuonno 1926, autori dell’iconografia racchiusa nelle squame della coda di Partenope e rappresentanti i trenta quartieri delle dieci municipalità di Napoli:

“Abbiamo studiato la storia dei quartieri di Napoli e le loro anime per farle confluire tutte in un’unica opera, ogni abitante della città può ritrovarsi in questa simbologia”

dichiarano i Vienmnsuonno 1926.


A proposito di municipalità napoletane, a seguito delle parole di Leticia, c’è spazio per l’intervento del Presidente di zona Clementina Cozzolino:
“Grazie a tutti per questo intervento che valorizza il nostro quartiere a nome mio e del Sindaco. Da questi luoghi traspira bellezza, siamo in una zona ricca di storia che, da oggi, si arricchisce con questo fiore all’occhiello. Sono certa che questo sensibilizzerà l’intera popolazione anche al rispetto delle aree verdi circostanti.”

L’arte diventa un mezzo per unire, raccontare, rendere partecipi. Lo conferma anche il Professor Gianpasquale Greco, critico d’arte e ricercatore all’Università degli studi di Napoli Federico Secondo.


“Oggi vediamo nascere un vero gioiello artistico, è un’opera che racconta il mito di Partenope, la nascita di una città. Il merito principale di questa operazione è stato coinvolgere tutti in un abbraccio culturale, l’arte, solitamente conciata in pochi luoghi, conquista questo quartiere moderno ma ricco di storia. Un lavoro che dà dignità all’arte, agli artisti. Un’arte fruibile liberamente da tutti.”

Qualche goccia di pioggia comincia a cadere sul numeroso pubblico presente, le persone iniziano a disperdersi. Noi ne approfittiamo per restare un altro po’ in contemplazione sotto questo disegno di 24 metri, fieri di aver preso parte alla sua realizzazione.


Al prossimo murale!

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La tecnologia CTE al servizio del verde

Nuova piattaforma aerea autocarrata della famiglia articolate CTE modello Zed 25 HV consegnata a Pumaver, azienda napoletana che si occupa di manutenzione ambientale ed edile.

L’inverno si avvicina, è quindi ufficialmente iniziata la stagione delle potature. E’ in questa stagione, infatti, che con l’attività della maggior parte delle piante ridotta al minimo, bisogna prendersi cura degli alberi e fare in modo che sia sempre garantito il loro benessere. Oggi ne abbiamo parlato con Massimiliano Montieri, Direttore Tecnico di Pumaver srl venuto a trovarci per acquistare una piattaforma autocarrata.

“Pumaver opera prevalentemente nel settore dei servizi” – ci spiega Montieri – “l’azienda vede tra le sue attività principali la pulizia ambientale, la manutenzione e sistemazione a verde di strade, parchi e giardini, vivai e l’ingegneria naturalistica tutte attività necessarie a garantire il decoro degli spazi pubblici o a rendere gli spazi privati ancora più accoglienti. Prendersi cura dell’ambiente vuol dire rispettarlo e favorire la sostenibilità”.

Abbiamo chiesto al Direttore di spiegarci come mai l’azienda avesse scelto di acquistare, per lo svolgimento del proprio lavoro, una Zed 25 HV.

“In passato avevamo già provato altre tipologie di piattaforma ma, quando abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con questa, ci siamo resi conto che era proprio il mezzo che faceva al caso nostro per diversi motivi. Prima di tutto, questa piattaforma è in grado di raggiungere i 25 metri di altezza di lavoro, il che è perfetto per noi che ci troviamo ad operare molto in alto per manutenere alberi di grandi dimensioni, soprattutto all’interno di parchi e aree pubbliche. E poi la portata non è da sottovalutare, i nostri operatori possono salire in cesta in coppia per le lavorazioni più complesse.”

Aggiungiamo che, per chi svolge lavorazioni di questo tipo, legate alla natura, la Zed 25 HV presenta altre tre caratteristiche fondamentali: uno sbraccio di quasi 13 metri per arrivare anche tra le chiome apparentemente più inaccessibili, 4 stabilizzatori a piazzamento oleodinamico con sensori di contatto terreno che permettono di lavorare in totale sicurezza anche su superfici non uniformi come, ad esempio, prati, giardini, terra e il sistema di stabilizzazione variabile S3 Smart Stability System EVO. Il doppio pantografo, i comandi da terra e dalla navicella e la rotazione idraulica della navicella 90° + 90° vanno a completare quella che è una macchina davvero versatile e adatta a vari usi.

Il momento della consegna della piattaforma a Pumaver è stato, come sempre, anche l’occasione per far conoscere più da vicino al cliente il mezzo appena acquistato. Montieri e gli altri collaboratori dell’azienda hanno passato infatti il pomeriggio insieme al nostro team service per provare la piattaforma e scoprirne il funzionamento nel dettaglio.

“Siamo contenti di aver scelto Elevateur” – ci ha detto il Direttore tecnico prima di salutarci – “la nostra è un’azienda basata su valori come affidabilità, capacità tecnico-operativa, attenzione alla qualità dei servizi erogati e in voi abbiamo trovato altrettanta serietà e attenzione. A partire dal dialogo con i commerciali per arrivare al rapporto con la squadra di tecnici, tutti si sono dimostrati sempre disponibili e accoglienti, davvero una bella esperienza”. 

Grazie Pumaver, ci vediamo in alta quota! 

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Un poker d’assi CTE: l’innovazione come carta vincente per ottenere grandi risultati

autocarrata cte

Oggi parliamo di autocarrate facendo una panoramica su alcuni mezzi, in particolare le compatte di casa CTE. Veicoli che sembrano essere nati appositamente per il mondo del noleggio, versatili, comodi e adatti a ogni esigenza, sono la soluzione perfetta per “vincere ogni partita”. Esploriamone gli aspetti tecnici e le possibilità per conoscerle più da vicino.

CTE-ZETA-22-01

La “prima mano” si gioca con la Zeta 22, un vero gioiello tecnologico:

Il mezzo ideale per chi si occupa di noleggio, nata con configurazione a doppio pantografo per garantire massime prestazioni e sicurezza, il suo braccio articolato con doppio sfilo ancora più versatile permette di raggiungere grandi risultati sfruttando l’intera area di lavoro.

Le sue principali caratteristiche sono:

  • 22 m di altezza di lavoro
  • 10,5 m di sbraccio
  • portata in cesta di 250 kg
  • sistema S3 EVO

L’attacco della cesta in posizione frontale e privo di ingombri sottostanti rende questo modello ideale per tutte le attività di manutenzione, soprattutto per le aree verdi, riducendo il rischio di rimanere impigliati o di danni dovuti ad urti accidentali.

La piattaforma, inoltre, può essere collegata al cloud e grazie a CTE Connect per una gestione ottimizzata della flotta, il monitoraggio a distanza, la gestione degli interventi di assistenza.

Passiamo al “Jolly” presentato in anteprima al GIS 2023: la Zeta 24 J.

Una macchina che rilancia il concetto di doppio pantografo e sembra essere nata dall’ascolto delle necessità di chi lavora in questo settore.

La doppia articolazione e il jib ne fanno un mezzo versatile e flessibile. Questa piattaforma viene allestita su un 3,5 tonnellate e si pone come ampliamento dei modelli “Z”, capace di proiettare questa gamma verso il futuro dopo l’introduzione della Zeta 22 presentata nel 2022.

La Zeta 24 J opera totalmente in sagoma e permette di lavorare anche a filo parete, in negativo e di scendere con la cesta a terra per facilitare l’accesso in piattaforma. Se richiesto, la macchina è disponibile con radio comando a filo capace di replicare i comandi delle due postazioni principali, a terra e in navicella. Un’ottima soluzione per l’operatore che ha completa visibilità sull’intera area di lavoro.

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Arriva il momento della “sorella minore”, la ATL 15 su Porter Piaggio a GPL

Parliamo di un mezzo che ha fatto delle dimensioni e dei consumi ridotti i propri punti di forza. Una soluzione, questa, molto richiesta ultimamente proprio per la sua capacità di arrivare facilmente ovunque. Caratteristiche principali:

  • La piattaforma di lavoro offre prestazioni controllate dal limitatore di momento
  • L’autocarrata viene presentata con una configurazione a mezzo pantografo e ha lo sfilo telescopico
  • La stabilizzazione è di tipo A+A con ingombri ridotti

Tutti dettagli che la rendono versatile e maneggevole così come i comandi elettroidraulici e la cesta in alluminio o vetroresina con rotazione +/- 45°. La piattaforma è montata su un veicolo a GPL, il Piaggio Porter HD TOP con rapporto al ponte ridotto per garantire una maggior efficienza in salita.

Concludiamo con la MP24 C:

Versatilità e tecnologia si incontrano e diventano il vero “asso nella manica” per tutti i professionisti. Il suo braccio è composto da due elementi telescopici e da un indispensabile jib. L’interfaccia S3 EVO con indicazione delle manovre consentite e il pratico display grafico permettono di individuare rapidamente anomalie e guasti e garantiscono la corretta sicurezza. E per chi desidera provare la sensazione di trovarsi davanti alla plancia di una “nave spaziale”? Avviamento e arresto del motore sono effettuabili da entrambe le postazioni di comando. Inoltre è disponibile il livellamento elettronico della navicella in alluminio. L’autocarrata dispone di:

  • Sistema di gestione elettronico CAN BUS
  • Impianto oleodinamico alimentato da pompa ad ingranaggi installata sulla presa di forza del veicolo ad innesto elettrico
  • Personalizzazione delle funzioni per una maggiore adattabilità alle necessità del guidatore/manovratore.

E voi, con quale di questi assi giochereste la vostra prossima partita?

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Noleggio, un mondo fatto di persone

Quest’anno la European Rental Week, settimana europea dedicata al noleggio di attrezzature ha avuto come filo conduttore “l’investire sulle persone” che operano in questo fantastico mondo.

Seguendo quest’onda e per diffondere i valori del rispetto, della partecipazione e dell’ascolto abbiamo scelto a nostra volta di realizzare dei video per i social che dessero voce ai membri del nostro team che si occupano proprio di noleggio. Sono le persone, infatti, che se messe al centro diventano il motore che porta al successo di un’azienda.

Abbiamo parlato di carriera, di competenze, di formazione e opportunità con quattro persone che, all’interno di Elevateur si occupano di diversi aspetti del noleggio.

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Clemente Tramontano, Resp. Area Grandi Clienti e Formazione Ipaf

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Annaluisa Corbisiero, addetta al Back Office Commerciale

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Carmine Tafuro, Responsabile Lavorazioni tecniche

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31° Congresso Nazionale Noleggiatori Assodimi: un treno da non perdere

news assodimi

Il 29 settembre Elevateur ha preso parte con successo al 31°congresso Nazionale dei noleggiatori organizzato da Assodimi, un importantissimo momento di aggregazione, condivisione e aggiornamento per l’intero settore.

Quest’anno, Elevateur ha ricoperto un ruolo ancora più importante all’interno di questo evento dando un contributo realizzativo all’iniziativa. La manifestazione, tenutasi a Napoli, è stata ospitata dallo splendido Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa della fondazione FS che nei suoi 7 padiglioni ospita gioielli tecnologici che hanno fatto la storia dei trasporti.

Il congresso è stato, prima di tutto, l’occasione per condividere esperienze e scambiare le proprie conoscenze con colleghi di tutta Italia. Tra gli oltre 500 partecipanti, infatti, erano presenti ben 140 aziende di noleggio e 60 sponsor.

A riguardo ecco le parole del CEO di Elevateur Marco Scarano:

“L’ampia e valida partecipazione da parte di tutte le aziende di noleggio coinvolte è sinonimo dell’ottima riuscita dell’evento.

La presenza di distributori e produttori in qualità di sponsor denota una crescente attenzione nei confronti delle attività del mondo del noleggio e, di conseguenza, verso il cliente finale. E’ piacevole vedere come, nonostante la scelta di una location delocalizzata rispetto a quelli solitamente percepiti come centri nevralgici del mercato, fossero presenti moltissimi colleghi del centro e nord Italia.

Da sottolineare, all’interno dell’evento, i due importanti punti di vista offerti da Sergio Piazza, Vicepresidente Ance Nazionale e di Maurizio Manfellotto past President di Unione Industriali Napoli che, in quanto portavoce del mondo delle costruzioni e dell’industria, rappresentano a pieno i principali clienti del nostro settore.”

marco scarano

Scopriamo di cosa si è parlato:

nelle parole degli undici speaker presenti è emersa sicuramente la necessità di definire le giuste strategie per spingere un comparto dai numeri interessanti ma che per continuare a essere produttivo deve esplorare nuovi scenari non limitandosi a un ruolo da “spettatore del mercato”.

Nel suo approfondimento economico, la giornalista di Sky Tg24 Mariangela Pira ha evidenziato un interessante punto di vista: in un mondo attanagliato dall’inflazione e con le più grandi economie globali in difficoltà, il noleggio, settore “anticiclico” per eccellenza, potrebbe trovare diverse opportunità di rilancio se si è bravi a cogliere le giuste occasioni.

Il 2023 si conferma un anno di crescita, entusiasmante, di cambiamento, insomma, una partita ancora da giocare ma con quale strategia? Federico della Puppa all’interno dell’osservatorio sul noleggio ha descritto le varie possibilità: ampliamento del parco mezzi, ricerca di personale specializzato, inserimento in flotta di nuove macchine, creazione di strumenti digitali dedicati. In un mondo che corre sempre più veloce e si evolve è diventato sicuramente più difficle fare previsioni ma, comunque, la percezione attuale è quella che l’intero settore goda di buona salute.

Le competenze al centro:

Come dimostrato dal tema che è il filo conduttore della European Rental Week 2023 organizzata da ERA, l’investimento più importante che le aziende di noleggio possono fare è quello sulle persone, soprattutto con l’intento di attirare i giovani verso questo mondo professionale sempre dinamico e appagante. Lo ha spiegato molto bene anche la formatrice e mindset coach Debora De Nuzzo definendo fondamentale la creazione di un piano di benessere organizzativo. L’obiettivo di questo piano? Promuovere l’armonia vita/lavoro contribuendo al benessere delle persone e valorizzandone i talenti.

Se non ora quando?

Il Congresso si è concluso con una domanda/riflessione suggerita da Federico Della Puppa, responsabile area analisi di Smartland e Centro Studi Assodimi, ai partecipanti: “dove cresceremo?”.

L’obiettivo, in vista della prossima edizione, è quello di esplorare tutte le zone territoriali e tipologiche ancora poco presidiate dal noleggio. Quelle zone in cui risiedono le necessità latenti, le domande, i bisogni dei clienti che ancora non trovano risposta e vanno capite per essere soddisfatte. Insomma, l’invito è quello di non limitarsi ad aspettare i cambiamenti del mercato ma di anticipare il cambiamento con proattività.