Lo street artist internazionale Shepard Fairey, in arte Obey ha realizzato un’opera nel quartiere di Ponticelli utilizzando due piattaforme aeree autocarrate.
Shepard Fairey, in arte Obey, è uno degli artisti contemporanei più influenti al mondo nel campo della street art e della comunicazione visiva. Nato negli Stati Uniti, ha costruito la sua carriera partendo dalla cultura dello skateboard e della grafica urbana fino a diventare una figura centrale dell’arte pubblica globale.
Il suo linguaggio, immediatamente riconoscibile, parla di attivismo e temi sociali, il suo strumento principale è l’uso dello stencil con una forte componente simbolica e politica. Le sue opere sono spesso veicolo di messaggi legati alla pace, ai diritti civili, alla giustizia sociale e alla responsabilità collettiva.
Non è un caso che il suo intervento a Napoli sia stato accolto come un evento di grande rilievo culturale: la città è stata scelta come tappa significativa del suo percorso artistico proprio per la sua energia urbana, la sua complessità sociale e la sua lunga tradizione di arte pubblica spontanea e istituzionale.

L’arrivo di Obey a Napoli è stato reso possibile grazie al lavoro di Wunderkammern, galleria d’arte contemporanea e piattaforma curatoriale internazionale, che ha accompagnato l’artista nel suo percorso verso la mostra ospitata presso le Gallerie d’Italia di Napoli. Il nuovo spazio museale, affacciato su via Toledo, rappresenta un ampliamento importante del sistema museale cittadino e un punto di riferimento per l’arte contemporanea nel Sud Italia. Wunderkammern ha svolto un ruolo curatoriale strategico, costruendo un ponte tra la produzione artistica di Obey e il contesto espositivo napoletano.
Parallelamente, Inward – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, sotto la direzione di Luca Borriello e del suo team, ha coordinato tutte le attività logistiche e organizzative sul territorio. Il lavoro di Inward è stato fondamentale per la gestione degli spazi urbani, il coordinamento operativo e la relazione con le realtà locali, permettendo all’intero progetto di svilupparsi in modo fluido e strutturato. È proprio Inward che ha richiesto il supporto tecnico di Elevateur, incaricata della fornitura dei mezzi necessari alle operazioni in quota.
Il progetto artistico ha preso forma attraverso due interventi principali di grande impatto visivo e simbolico. Uno sulla scalinata della Chiesa di Donnaregina Nuova, nel centro storico di Napoli, un luogo di straordinaria valenza storica e architettonica. Il più grande e significativo intervento, ancora più monumentale, è stato realizzato nel quartiere di Ponticelli, nella periferia orientale della città , su una facciata cieca di circa 180 metri quadrati. Quest’ultima opera rappresenta uno dei momenti più significativi del progetto: un grande murales con un messaggio scritto in lingua italiana, dedicato alla pace, pensato non solo come dichiarazione universale ma anche come segnale diretto alla comunità locale.
Ponticelli, spesso raccontato attraverso narrazioni di marginalità e difficoltà , diventa in questo caso il luogo di una trasformazione simbolica. Il messaggio di Obey si inserisce nel tessuto urbano come un invito alla rinascita, alla riconnessione sociale e alla costruzione di nuove prospettive condivise. L’opera si lega così alla tradizione della street art come strumento di rigenerazione urbana e dialogo con il territorio.
Dal punto di vista tecnico, la realizzazione del murales ha richiesto un’organizzazione estremamente precisa.
Obey ha lavorato accompagnato da tre assistenti in veste di artisti e fotografi, operando simultaneamente su diverse sezioni della facciata. La tecnica utilizzata è quella dello stencil, applicata su scala monumentale, che consente una resa grafica simile a una grande stampa su edificio.
Per raggiungere questo livello di precisione e coordinamento è stato necessario l’impiego di due piattaforme aeree autocarrate fornite da Elevateur: una piattaforma autocarrata da 29 metri e una CTE ZED da 25 metri.
Una piattaforma autocarrata da 29 metri caratterizzata da un elevato sbraccio operativo e da una notevole stabilità , qualità che la rendono ideale per interventi su grandi superfici verticali e contesti urbani complessi. La CTE ZED 25 metri è apprezzata per la sua manovrabilità e la precisione dei movimenti, elementi fondamentali quando più operatori lavorano contemporaneamente su punti differenti della stessa superficie. L’utilizzo combinato delle due macchine ha permesso di lavorare in perfetta sinergia, garantendo continuità esecutiva e massima efficienza.

In operazioni di questo tipo, la sicurezza rappresenta un elemento centrale. Le piattaforme aeree non sono semplici strumenti di sollevamento, ma dispositivi tecnici essenziali che consentono agli artisti di operare in quota con stabilità e tranquillità . Questo aspetto è determinante soprattutto quando si realizzano opere di grandi dimensioni, dove ogni dettaglio richiede precisione assoluta e condizioni operative controllate. La qualità delle attrezzature utilizzate incide direttamente sulla possibilità di trasformare un’idea artistica complessa in un risultato concreto e duraturo.
L’accoglienza della comunità napoletana è stata intensa e partecipata. La presenza di Obey e del suo team ha attirato curiosità e coinvolgimento, trasformando il processo di creazione in un momento condiviso con il territorio. Napoli ha risposto con entusiasmo, confermando ancora una volta la sua capacità di dialogare con l’arte contemporanea e di accoglierla come parte integrante del proprio paesaggio urbano.
L’intero progetto rappresenta un esempio significativo di come curatela, organizzazione e supporto tecnico possano convergere per dare vita a interventi culturali di grande scala. Un lavoro corale che ha permesso a un messaggio universale di pace e speranza di prendere forma nello spazio pubblico, trasformando due luoghi simbolici di Napoli in superfici vive di comunicazione e riflessione collettiva.



