HX17AZ e HX19A: due dei nuovi escavatori compatti Hyundai a confronto

escavatori compatti

Quando sono i piccoli a rompere gli standard c’è davvero l’imbarazzo della scelta, allora come fare per decidere tra questi due nuovi compatti?

Con queste macchine “al di fuori del normale” Hyundai ha scelto di rompere completamente gli schemi del settore sotto ogni aspetto, dal comfort alla manovrabilità, dal design alla potenza, dall’idraulica all’elettronica. Ma cosa le rende così speciali e quale scegliere per i propri progetti?

Decisione difficile. Proviamo a cancellare ogni dubbio conoscendo le due “piccole di casa” più da vicino.

Vediamo prima cosa hanno in comune:

Prestazioni:

Il loro motore Stage V garantisce prestazioni top e rispetta le ultimissime normative sulle emissioni, possono essere con ingombro di rotazione zero o con sbalzo convenzionale. C’è la versione “cabina” e quella “canopy”, ci sono il carro a carreggiata variabile e la lama dozer regolabile. Ogni caratteristica sembra pensata per massimizzare la produttività senza rinunciare all’estetica e assicurando capacità da top player.

Comfort:

Grazie a un display LCD 5 pollici è facilissimo controllare tutte le impostazioni delle macchine. Il monitor IP68 ha la protezione water resistant. La pressione idraulica ausiliaria si regola a bordo e i comandi proporzionali sono “in punta di dita” per la massima comodità. E il design? Basta ricordare che queste macchine sono già state insignite del prestigioso Red Dot Design Award 2022.

Sicurezza:

Gli escavatori compatti HD Hyundai hanno standard di sicurezza elevatissimi. Possiedono, oltre al blocco di sicurezza automatico, protezioni specifiche per i cilindri di braccio, avambraccio e benna.

La cabina, infine, è robustissima per proteggere al meglio l’operatore. Parliamo di macchine piccole ma robuste e durevoli.

Vediamo ora le differenze tra i due modelli presi in considerazione:

Manovrabilità:

L’HX17A Z è una delle macchine più piccole della gamma di escavatori compatti Hyundai, questa 1,7 ton è perfetta per operare senza sforzi in spazi ridotti. L’HX19 A, invece, è consigliato a chi cerca una maggiore potenza.

L’HX17A Z è un escavatore a ingombro di rotazione zero effettivo mentre il 19 quintali viene consegnato con sbalzo posteriore convenzionale e offre prestazioni superiori di scavo e sollevamento rispetto alle macchine a ingombro di rotazione zero.

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Comodità:

Il modello più piccolo mette la praticità e il comfort del manovratore al centro. Gli interni sono spaziosi e consentono di operare velocemente in modo efficiente. Il “fratello grande” punta ancora di più sulla praticità e aggiunge la riduzione al minimo del rumore, bella comodità per quando si lavora per tempi lunghi, no?

HX17AZ cala i suoi assi in termini di comodità grazie ai joystick proporzionali, alla leva RCV e alla regolazione del flusso idraulico da display lcd che assicurano una maggiore precisione negli spostamenti e nel comando degli attrezzi.

HX19A risponde sfoggiando una nova portiera con vetratura ampliata  che aumenta la visibilità durante le manovre e un monitor LCD resistente all’acqua nella versione canopy.

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Sicurezza:

Tutti e due i modelli soddisfano gli standard ROPS (Strutture di protezione contro il ribaltamento) e TOPS (Strutture di protezione antirovesciamento) ma il “19” può essere consegnato anche con configurazione FOG (Protezione oggetti in caduta).

Produttività:

Per quanto riguarda questo valore, le caratteristiche dei due compatti presi in considerazione sono abbastanza simili e, comunque, di altissimo livello. Così come le qualità riguardanti la manutenibilità. I due escavatori, infatti, sono progettati per un accesso di manutenzione semplificato e possiedono un sistema telematico in grado di dare accesso ai principali dati vitali della macchina.

Insomma, scegliere tra questi due primi escavatori compatti non è semplice perché rappresentano entrambi un salto di qualità davvero significativo per questo segmento di mezzi.

Ma, se sei in dubbio e hai bisogno di una consulenza per sapere quale dei due sia maggiormente adatto ai tuoi progetti puoi richiederla a noi gratuitamente compilando il form che trovi qui sotto!

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per il mondo delle piattaforme

Sbarco in quota: questo 2024 inizia all’insegna delle novità, scopriamo di più su cosa sta succedendo

Per oltre 50 anni Genie ha portato sul mercato una dopo l’altra soluzioni centrate sulla sicurezza dell’operatore. L’ultima novità introdotta dal brand americano riguarda lo sbarco in quota e l’innovazione consiste nella creazione di un supplemento che sarà allegato al manuale dell’operatore a partire da quest’anno.

Cosa ha provato a fare Genie, e in che modo?

Genie ha introdotto all’interno dei manuali operativi un indispensabile supplemento per l’operatore e facendo in modo che lo sbarco in quota sia ufficialmente consentito sulle proprie piattaforme.

Cosa è possibile leggere all’interno di questa appendice al manuale operativo?

Che lo sbarco in quota sarà consentito per:

  • modelli Z, S, SX realizzati dal 2003 e approvati per i mercati ANSI, AUS e CSA
  • tipologie approvate per l’uso nel mercato CE e UKCA

(per conoscere tutti i modelli coinvolti invitiamo alla consultazione del manuale specifico aggiornato fornito dal produttore).

Quindi, da oggi, un operatore che vuole sbarcare in quota da una piattaforma di lavoro elevabile su una superficie o una struttura staccandosi e allontanandosi dalla piattaforma Genie può farlo se:

  • possiede una copia del supplemento allegato al manuale di utilizzo
  • è stato adeguatamente formato
  • conosce le attrezzature, i DPI, gli adesivi e i cartelli, le funzioni di comando, le normative di sicurezza

Da non dimenticare:

In ogni caso, chi svolge il lavoro dovrà attenersi alle regole vigenti nel luogo in cui il lavoro viene svolto e assicurarsi che le condizioni delle attrezzature Genie siano appropriate.

L’attrezzatura Genie dovrà essere azionata conformemente a tutte le restrizioni, le istruzioni e le avvertenze contenute nel manuale e l’operatore dovrà sempre utilizzare correttamente i DPI.

La piattaforma dovrà essere posizionata su una superficie stabile e livellata e chi la manovra dovrà uscire solo attraverso la barra o il cancelletto d’ingresso scorrevole sapendo in anticipo come anticipare eventuali movimenti verticali e orizzontali della piattaforma durante le operazioni di entrata e uscita dalla cesta.

Per effettuare lo sbarco:

  • l’ingresso della piattaforma dovrà trovarsi il più vicino possibile al di sopra della superficie, ma non oltre 6 in/15 cm dalla superficie
  • il vento non dovrà superare i 32 km/h
  • andrà anticipatamente redatto un piano di evacuazione

In poche parole, lo sbarco, per dirsi approvato dovrà essere sempre conforme alle vigenti norme governative, provinciali, locali e del proprio luogo di lavoro o alle regole del mercato in cui si opera.

Ma cosa si intende quando si parla di sbarco in quota?

Lo “sbarco in quota” è una manovra con la quale gli operatori delle piattaforme di lavoro elevabili possono raggiungere aree sopraelevate con la cesta per poi scendere/salire da questa. Una operazione complessa e se non fatta secondo le normative vigenti, con i dovuti accorgimenti e i giusti DPI, anche potenzialmente pericolosa.

Quali sono i rischi?

  • sollevamento o abbassamento repentino della piattaforma (con possibilità di danneggiamento della macchina, effetto “catapulta” e perdita di equilibrio per gli operatori
  • caduta dall’alto: con possibile rischio di ribaltamento della macchina
  • errore di manovra dell’operatore della PLEche può determinare instabilità e conseguenti danneggiamenti

Altri rischi possono derivare dalle caratteristiche dell’area di sbarco che può essere non lineare, scivolosa, piena di ostacoli quindi, in ogni caso prima di effettuare questa manovra bisogna sempre:

  • conoscere perfettamente la procedura e le regole per effettuarla
  • consultare il manuale di istruzioni fornito dal costruttore

Se l’operatore deve assolutamente sbarcare in quota con una PLE, se non ci sono altri sistemi che permettano il raggiungimento della quota prevista, deve scegliere la macchina in funzione del tipo di attività da eseguire.

Nello specifico, il manuale della macchina può dire che:

  • lo sbarco è assolutamente vietato
  • lo sbarco è consentito entro dei limiti di impiego
  • in alternativa può non avere riferimenti allo sbarco

Una volta consultato il manuale bisogna anche sincerarsi:

  • di conoscere perfettamente la tipologia di lavoro da eseguire;
  • avere analizzato accuratamente il luogo dove sbarcare in quota;
  • aver scelto la giusta PLE per sbarcare

E bisogna anche sapere se lo sbarco avverrà in un’area protetta da parapetti su tutto il perimetro, se l’accesso è tangente all’area protetta da parapetti ma presenta un rischio di caduta, se si tratta di un accesso con punti di ancoraggio e linee vita o se l’accesso non presenta punti di ancoraggio.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un uso sempre più assiduo delle PLE per raggiungere luoghi di lavoro in quota e sbarcare per effettuare l’attività su tetti e, per esempio, terrazze. Che si tratti di edilizia, settore impiantistica o manutenzione, questa è una manovra difficile che, però, sembra essere di estrema utilità per molti utilizzatori ma non esplicitamente consentita dalla UNI EN 280:2015.

Insomma, come abbiamo visto, lo sbarco in quota è una manovra della quale si parla molto ma intorno alla quale bisogna fare chiarezza.

La sicurezza al primo posto:

Come per tutti i temi riguardanti la sicurezza, siamo particolarmente attenti all’introduzione di questa novità che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il mondo delle piattaforme.

Se hai dubbi a riguardo puoi contattare uno dei nostri istruttori con esperienza decennale compilando il form qui sotto.

IAPA Awards 2024, complimenti ai vincitori!

Tra loro anche alcuni dei nostri brand!

Si è appena conclusa l’edizione 2024 dei prestigiosi IAPA Awards.

Il 13 e il 14 marzo, a Copenaghen è andato in scena un evento ricchissimo di appuntamenti imperdibili per tutto il settore del sollevamento. Due giorni dedicati al networking, alla presentazione di novità e alla ricerca di soluzioni utili per tutto il mercato delle piattaforme e non solo.

Tra i vincitori di quest’anno segnaliamo due dei nostri brand ai quali vanno i nostri più sinceri complimenti.

CTE: premio sostenibilità per la piattaforma aerea autocarrata elettrica MP 20 ev

Palazzani: Lifetime Achievement a Davide Palazzani per l’impegno profuso e i tanti successi raggiunti

Sei interessato a scoprire di più su questi brand? Compila il form qui sotto.

Piccoli, smart e versatili: sono disponibili i nuovi escavatori compatti Hyundai che rompono gli standard.

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Nuova gamma HX, una scelta intelligente per massimizzare l’operatività in cantiere

Appena introdotti sul mercato hanno già conquistato il cuore di moltissimi costruttori: sono i mezzi compresi tra i 19 e i 50 quintali lanciati da Hyundai, una piccola selezione di una più ampia offerta, rappresentazione perfetta dei passi avanti fatti dal costruttore coreano negli ultimi tempi. Considerando che questo genere di macchine rappresentano la scelta preferita da oltre il 50% di chi acquista macchine movimento terra, questa è da considerarsi una scelta veramente azzeccata già in partenza, scopriamo più da vicino le novità riguardanti i mini escavatori. 

HX17AZ e HX19A: i due “piccoli di casa” si presentano con alcuni cambiamenti, il 17q ha un design “zero tail” per lavorare agevolmente anche nei cantieri più angusti mentre il 19 ha una torretta convenzionale. Da segnalare la grande stabilità di questi due modelli durante le operazioni di scavo e sollevamento, garantita dai sottocarri estensibili. 

HX35AZ, HX40A e HX48AZ: con questi tre si “gioca tra i professionisti”. Migliorate le prestazioni, lo spazio in cabina, l’ergonomia, la manovrabilità. L’operatore ha più spazio e può contare su una pedaliera più comoda, due joystick e ottima possibilità di movimento grazie all’assenza di leve. Sotto al cofano di questi tre escavatori “battono cuori” Kubota e Yanmar da 24,8 a 39 cv. Anche l’impianto idraulico è cambiato, abbiamo un sistema a doppia pompa con portata variabile con distributore a centro aperto per l’HX35AZ e un impianto Load Sensing Flow Sharing di Bosch-Rexroth per gli altri due. Una scelta questa capace di rendere le macchine più sensibili al carico e di avere a disposizione potenza e fluidità.

Tutti i mezzi presentano un design innovativo (il pluripremiato “occhi di tigre), più razionale, grintoso e pulito, garantiscono altissime prestazioni a fronte di emissioni ridotte e sono in grado di soddisfare anche i clienti più esigenti. Grazie all’ingombro limitato e alla precisione in fase di lavoro aiutano a massimizzare la produttività e il tempo di operatività al lavoro. Possono essere quindi considerati una scelta intelligente per ogni tipo di cantiere.  

Questi primi cinque modelli presentati nei primi mesi del 2024 verranno affiancati nella seconda parte dell’anno da altri tre che andranno a completare l’offerta. Otto nuove frecce all’arco dei costruttori che possono contare, ancora di più, su un prodotto di altissima qualità messo a disposizione da un partner affidabile e innovativo come Hyundai. 

Potenzia il tuo cantiere, richiedi una consulenza gratuita sulla nostra offerta per il movimento terra compilando il form qui sotto.

Nuovo corso per preposti disponibile da subito: la sicurezza sempre al primo posto.

preposti alla sicurezza

Molto richiesto, aggiornato e ricco di contenuti: scopriamo di più sul modulo formativo dedicato a una delle figure più importanti in ogni azienda

Il corso per preposti alla sicurezza è oggi un tassello fondamentale non solo per chi desideri ricoprire questo ruolo responsabilmente ma anche per tutte le aziende chiamate a designare colui che interpreterà e metterà in pratica le direttive del datore di lavoro impegnandosi a farle rispettare.

Chi è il preposto e perché è così importante?

Il preposto per la sicurezza è una persona chiamata, prevalentemente, a tre principali compiti che sono:

  • Garantire: che le direttive del datore di lavoro o dal dirigente vengano messe in pratica
  • Controllare: che queste vengano attuate correttamente
  • Sovrintendere: alle attività svolte dai lavoratori

A queste tre macroattività si aggiungono naturalmente l’obbligo di tenersi aggiornato, di segnalare eventuali violazioni, di interrompere le attività lavorative laddove venga rilevato un pericolo.

Il ruolo viene assegnato dal datore di lavoro a una o più persone individuate tra i dipendenti in base alle caratteristiche del modello organizzativo aziendale, dei ruoli già ricoperti e dell’organigramma, questo succede in tutte quelle realtà che impiegano almeno 15 persone. Trattandosi, prima ancora di un’investitura formale, di un ruolo assunto nei fatti, non è possibile rifiutarsi di ricoprire questa carica che, comunque, rappresenta anche un profondo legame tra la persona scelta e l’azienda in quanto incarico di spicco e grande responsabilità finalizzato a favorire l’adozione e lo sviluppo di comportamenti sicuri.

Avere un preposto in azienda è importante anche ai fini relazionali perché:

  • tutte le persone sanno di poter contare su un vero e proprio punto di riferimento che sovrintende alla loro sicurezza
  • la consapevolezza di lavorare in un ambiente protetto e sicuro garantisce maggiore serenità
  • il miglioramento del clima in azienda è sinonimo di miglioramento delle prestazioni con vantaggi per l’intero team

Ricapitolando: il preposto nominato dall’azienda è un garante della sicurezza sul lavoro che si occupa di vigilare affinché le attività lavorative vengano svolte seguendo le norme e le sue scelte fanno sì che i dipendenti seguano un comportamento in linea con le decisioni tecnico/organizzative prese dall’azienda. Al fianco del datore di lavoro controlla e prende decisioni tecnico/organizzative importanti.

Cosa sono e a cosa servono i corsi per preposti?

I corsi di formazione per preposti, che devono essere ripetuti ogni due anni (e/o quando si rende necessario, in base al cambiamento o alla nascita di nuovi rischi) sono finalizzati all’ottenimento delle competenze minime necessarie per svolgere attività di vigilanza e controllo tipiche del preposto. Al termine delle otto ore di formazione in aula, il preposto potrà applicare e mettere in pratica le misure di prevenzione e protezione aziendali.

Possono frequentare il corso: tutti quei lavoratori nominati per ricoprire la funzione di preposti alla sicurezza (art.2, D.Lgs.81/2008) e i lavoratori che anche senza nomina formale stanno esercitando “di fatto” un ruolo di sovrintendenza o coordinamento. Ognuno di loro otterrà un attestato di frequenza con verifica apprendimento.

Da sottolineare che: per il preposto, la formazione è un obbligo. L’eventuale violazione dei suoi obblighi, infatti, sia per la persona designata che per l’azienda può portare a sanzioni penali ed economiche. Problemi questi che si possono serenamente evitare con un corso di formazione adeguato tenuto da istruttori con esperienza decennale.

Sei interessato a formare i preposti per la tua azienda? Compila il form qui sotto.

In Italia solo 4 papà su 10 usufruiscono del congedo di paternità: Luigi è uno di loro!

tecnico

Uno dei nostri tecnici, da poco diventato papà ha scelto di utilizzare questa misura per stare accanto al figlio appena nato.

Luigi si occupa ogni giorno di manutenere le piattaforme aeree che vengono noleggiate dai clienti ed è capace di manovrare molte categorie di mezzi. Il suo lavoro richiede grande responsabilità e profonda conoscenza tecnica. Lui sa come prendersi cura delle macchine. Da poco, però, è chiamato anche a prendersi cura del piccolo Niccolò, compito che richiede altrettanta attenzione! Proprio per assolvere al meglio a questo nuovo ruolo, Luigi ha scelto di usufruire dei 10 giorni di congedo di paternità messi a sua disposizione dall’azienda.

Dieci giorni durante i quali, ci ha raccontato, è stato vicino alla moglie per accudire il bambino (e supportare la mamma), si è riposato (capricci notturni permettendo), e ha iniziato a familiarizzare con il nuovo arrivato.

Il congedo di paternità è una misura sociale che permette ai papà di “giocare la partita da protagonisti” accanto alle mamme e garantisce ai piccoli la vicinanza di entrambe i genitori eppure, nel nostro paese, sono circa il 40% i papà che scelgono di utilizzarlo, ma perché? Fondamentalmente per tre motivi:

– Motivi economici

– Motivi culturali

– Reticenza da parte delle aziende

Eppure, la misura, è ottimamente regolamentata e rappresenta un vantaggio per tutte le parti:

– Il lavoratore può conciliare meglio vita lavorativa e personale stando vicino alla famiglia

– Il bambino ha accanto a se tutti e due i genitori in questa fase delicata

E l’azienda? Secondo una ricerca McKinsey nel 2021, le realtà lavorative che sostengono i padri nei periodi di congedo hanno immediati riscontri positivi, aumentano il legame con le risorse che rientrano al lavoro più motivate e produttive.

E così anche noi abbiamo chiesto a Luigi di lasciarci una sua opinione sul tema, ecco cosa ci ha detto: “sono stati dieci giorni fondamentali per me e la famiglia, stare insieme in questo periodo è molto importante, e poi l’arrivo di Niccolò mi fa venire al lavoro ancora più motivato e tornare a casa ancora più felice”.

Ultime notizie! Arriva le sezione “press”

press

Anche noi, come tutti i professionisti del mondo delle piattaforme aeree, siamo sempre alla ricerca di articoli e spunti interessanti, sia sulle principali testate nazionali che sulla stampa di settore.

Così, leggendo alcuni articoli online e sulla versione cartacea di alcuni giornali ci è venuta un’idea: perché non raccogliere tutti quegli articoli, pubbliredazionali, campagne pubblicitarie o, perché no, video e interviste che parlano proprio di noi?

Da oggi è disponibile, per tutti quelli che sono interessati ad approfondire, un’area press sul nostro sito web. All’interno di questa sezione potrete facilmente cercare, trovare e condividere molte notizie riguardanti Elevateur e il nostro settore di riferimento.

Potrete trovare, per esempio: una interessante intervista al nostro CEO Marco Scarano all’interno della quale si spazia tra vari argomenti: dall’impresa alla tecnologia.

Troverete anche articoli riguardanti le azioni di Elevateur nel sociale, a dimostrazione del nostro supporto alla comunità e, soprattutto, tanti approfondimenti sul nostro appassionante settore e sul mondo della vendita e del noleggio delle PLE.

Ogni articolo sarà correlato da link per vedere la versione originale.

Continuate a seguirci per essere aggiornati sulle prossime news!

La tecnologia CTE al servizio del verde

Nuova piattaforma aerea autocarrata della famiglia articolate CTE modello Zed 25 HV consegnata a Pumaver, azienda napoletana che si occupa di manutenzione ambientale ed edile.

L’inverno si avvicina, è quindi ufficialmente iniziata la stagione delle potature. E’ in questa stagione, infatti, che con l’attività della maggior parte delle piante ridotta al minimo, bisogna prendersi cura degli alberi e fare in modo che sia sempre garantito il loro benessere. Oggi ne abbiamo parlato con Massimiliano Montieri, Direttore Tecnico di Pumaver srl venuto a trovarci per acquistare una piattaforma autocarrata.

“Pumaver opera prevalentemente nel settore dei servizi” – ci spiega Montieri – “l’azienda vede tra le sue attività principali la pulizia ambientale, la manutenzione e sistemazione a verde di strade, parchi e giardini, vivai e l’ingegneria naturalistica tutte attività necessarie a garantire il decoro degli spazi pubblici o a rendere gli spazi privati ancora più accoglienti. Prendersi cura dell’ambiente vuol dire rispettarlo e favorire la sostenibilità”.

Abbiamo chiesto al Direttore di spiegarci come mai l’azienda avesse scelto di acquistare, per lo svolgimento del proprio lavoro, una Zed 25 HV.

“In passato avevamo già provato altre tipologie di piattaforma ma, quando abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con questa, ci siamo resi conto che era proprio il mezzo che faceva al caso nostro per diversi motivi. Prima di tutto, questa piattaforma è in grado di raggiungere i 25 metri di altezza di lavoro, il che è perfetto per noi che ci troviamo ad operare molto in alto per manutenere alberi di grandi dimensioni, soprattutto all’interno di parchi e aree pubbliche. E poi la portata non è da sottovalutare, i nostri operatori possono salire in cesta in coppia per le lavorazioni più complesse.”

Aggiungiamo che, per chi svolge lavorazioni di questo tipo, legate alla natura, la Zed 25 HV presenta altre tre caratteristiche fondamentali: uno sbraccio di quasi 13 metri per arrivare anche tra le chiome apparentemente più inaccessibili, 4 stabilizzatori a piazzamento oleodinamico con sensori di contatto terreno che permettono di lavorare in totale sicurezza anche su superfici non uniformi come, ad esempio, prati, giardini, terra e il sistema di stabilizzazione variabile S3 Smart Stability System EVO. Il doppio pantografo, i comandi da terra e dalla navicella e la rotazione idraulica della navicella 90° + 90° vanno a completare quella che è una macchina davvero versatile e adatta a vari usi.

Il momento della consegna della piattaforma a Pumaver è stato, come sempre, anche l’occasione per far conoscere più da vicino al cliente il mezzo appena acquistato. Montieri e gli altri collaboratori dell’azienda hanno passato infatti il pomeriggio insieme al nostro team service per provare la piattaforma e scoprirne il funzionamento nel dettaglio.

“Siamo contenti di aver scelto Elevateur” – ci ha detto il Direttore tecnico prima di salutarci – “la nostra è un’azienda basata su valori come affidabilità, capacità tecnico-operativa, attenzione alla qualità dei servizi erogati e in voi abbiamo trovato altrettanta serietà e attenzione. A partire dal dialogo con i commerciali per arrivare al rapporto con la squadra di tecnici, tutti si sono dimostrati sempre disponibili e accoglienti, davvero una bella esperienza”. 

Grazie Pumaver, ci vediamo in alta quota! 

Vuoi acquistare una piattaforma autocarrata? Contattaci

Noleggio, un mondo fatto di persone

Quest’anno la European Rental Week, settimana europea dedicata al noleggio di attrezzature ha avuto come filo conduttore “l’investire sulle persone” che operano in questo fantastico mondo.

Seguendo quest’onda e per diffondere i valori del rispetto, della partecipazione e dell’ascolto abbiamo scelto a nostra volta di realizzare dei video per i social che dessero voce ai membri del nostro team che si occupano proprio di noleggio. Sono le persone, infatti, che se messe al centro diventano il motore che porta al successo di un’azienda.

Abbiamo parlato di carriera, di competenze, di formazione e opportunità con quattro persone che, all’interno di Elevateur si occupano di diversi aspetti del noleggio.

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Clemente Tramontano, Resp. Area Grandi Clienti e Formazione Ipaf

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Annaluisa Corbisiero, addetta al Back Office Commerciale

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Carmine Tafuro, Responsabile Lavorazioni tecniche

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